La preparazione conta meno di quanto pensi

La domanda che arriva più spesso prima di una seduta è come prepararsi. La risposta onesta è che serve molto meno di quanto si immagina: non è una prova costume e non c’è niente da superare. Le cose che contano davvero sono tre o quattro, e si fanno tutte il giorno prima.

Cosa portare

Quello che ti fa sentire te stessa. Un capo a cui tieni, qualcosa che non metteresti mai, la camicia di qualcun altro. Non servono abiti costosi: nelle fotografie funziona meglio ciò che ha una storia. Porta più di quello che pensi di usare, i cambi non hanno limite e spesso l’idea migliore arriva a metà seduta.

Un consiglio che do sempre: evita quadretti e righe. Le fantasie geometriche catturano l’occhio più del viso e distolgono l’attenzione dall’immagine nel suo insieme. Le tinte piene lasciano che a parlare sia il corpo.

Le due cose pratiche che fanno davvero la differenza

Niente elastici stretti nelle ore prima. I segni di reggiseno, calze o elastici per capelli restano sulla pelle anche per un’ora e nelle fotografie si vedono. Se puoi, arriva con indumenti morbidi.

Trattamenti sulla pelle almeno due giorni prima, mai il giorno stesso. Ceretta, scrub e novità cosmetiche vanno provate con anticipo: la pelle reagisce, e il rossore in fotografia si nota.

Il trucco lo facciamo qui

Non serve arrivare truccata, anzi è meglio di no: viso pulito e capelli asciutti. Trucco e acconciatura sono inclusi e si fanno all’inizio, con circa un’ora di tempo. È il momento in cui ci si conosce e ci si rilassa, e serve almeno quanto la luce.

Cosa non serve fare

Non serve dimagrire, abbronzarsi o cambiare taglio di capelli per l’occasione. Non serve nemmeno studiare le pose davanti allo specchio: le prime fotografie servono a prendere confidenza e quasi sempre si buttano. Quelle buone arrivano dopo, quando ci si dimentica dell’obiettivo.

Posare non lo devi sapere tu

Questa è la parte che genera più ansia e che in realtà non ti riguarda: è il mio lavoro, e lo facciamo insieme durante la seduta.

Le mani e il corpo. Il modo in cui una mano si appoggia o un peso si sposta cambia completamente la lettura di un’immagine. Sono indicazioni piccole, e te le do io mentre fotografo.

L’equilibrio del viso. Controllo costantemente la simmetria fra occhi, labbra e guance. Quando un’espressione non è in equilibrio me ne accorgo prima dello scatto e ti dico come correggerla: sono micro-movimenti che da sola non potresti vedere.

Il respiro. È l’elemento che quasi nessuno considera e che cambia tutto. Respirare con il diaframma scioglie le spalle e raddrizza la postura senza irrigidirla. È la prima cosa che insegno, e spesso è quella che fa scattare la fotografia buona.

La sera prima

Dormi. È il consiglio meno originale e il più utile: la stanchezza si vede negli occhi più di qualunque altra cosa, ed è l’unica che nessun ritocco sistema davvero bene.

Il giorno della seduta

Si comincia con trucco e acconciatura, circa un’ora. Poi si fotografa per due ore, cambiando ambiente e abito quante volte serve. In tutto è mezza giornata. Alla seduta siamo in tre: tu, il fotografo e la truccatrice.

Se preferisci essere accompagnata da qualcuno di tua fiducia, va benissimo: basta dirlo prima.


Il passo successivo

Come funziona una seduta

Quanto costa — 600 euro, e cosa comprendono.

Che fine fanno le tue fotografie

Scrivimi — se hai una domanda che qui non ha risposta.