Sara ha un tatuaggio floreale che le prende tutto il fianco, e la prima cosa che mi ha chiesto è stata se dava fastidio.
È una domanda che sento spesso, declinata in modi diversi: un tatuaggio, una cicatrice, un neo, una spalla che si preferisce non mostrare. La risposta è quasi sempre la stessa — quello che una persona vorrebbe togliere è spesso l’unica cosa che rende quel ritratto il suo e non quello di un’altra.
Così abbiamo costruito la seduta intorno al tatuaggio invece che nonostante. Fondo nero, una sola luce di taglio, top nero a collo alto che lascia scoperto esattamente quel tratto di corpo. Il resto va in ombra e resta solo il disegno, la linea del fianco, il profilo.
È il modo di illuminare più severo che uso, e non funziona con tutti: il fondo nero non perdona niente e chiede una posa costruita. Ha funzionato con Sara perché lei ha una postura da persona abituata a stare dritta, e perché aveva deciso in partenza di non nascondere niente.
Nell’ultima parte della giornata siamo passati in un ambiente pieno di abiti da sera, con i colori a fare da contrappunto al nero di tutto il resto. Serve anche quello: una galleria tutta sullo stesso registro stanca, anche quando il registro è bello.
Le dieci fotografie finali le ha scelte lei, ed erano quasi tutte quelle sul nero.
Se ti stai chiedendo quanto costa un book fotografico a Milano, il prezzo è scritto: 600 euro, tutto compreso. Oppure guarda come funziona una seduta e che fine fanno le tue fotografie.