Laura voleva un servizio a tema. Tuta rossa, maschera, muro di mattoni: il riferimento lo riconosci subito.
Confesso che all’inizio ero perplesso. Le fotografie a tema invecchiano male e spesso raccontano più il costume che la persona. Ho fatto un accordo con lei: prima facciamo il tuo tema, poi facciamo mezz’ora senza costume. Se il tema non regge, abbiamo comunque i ritratti.
Il tema ha retto. Non perché il travestimento sia riuscito, ma perché ha fatto quello che serve fare all’inizio di una seduta: le ha dato qualcosa da fare. Chi entra in un personaggio smette di preoccuparsi di come viene. La maschera, letteralmente, toglie la paura di essere guardata.
E infatti la mezz’ora finale — maglione rosso, muro di mattoni, niente costume — è la parte migliore della galleria. Il rossetto rosso e il caschetto con la frangia erano rimasti dal tema; lo sguardo no, quello è arrivato dopo.
È il motivo per cui non chiedo mai a nessuno di essere naturale davanti all’obiettivo. Nessuno ci riesce su richiesta. Molto meglio dare qualcosa da fare — un caffè da bere, un cappotto da togliere, un personaggio da interpretare — e aspettare il momento in cui la persona si dimentica.
Se hai un’idea per un servizio fotografico e temi che sia troppo strana, portala. Funziona quasi sempre da grimaldello.
Se ti stai chiedendo quanto costa un book fotografico a Milano, il prezzo è scritto: 600 euro, tutto compreso. Oppure guarda come funziona una seduta e che fine fanno le tue fotografie.